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La Leggibilità

Come si fa a valutare quanto un testo sia leggibile? Per esempio, se lo scritto è perfettamente impaginato ed il carattere facilmente scorrevole, si attivano dei meccanismi di lettura veloce, che portano il lettore a saltare singoli caratteri, parole e frasi. L’attenzione, dunque, potrebbe abbassarsi in alcune parti del testo, soprattutto se chi legge è affaticato.

Forse, se lo scopo è ottenere che il lettore si soffermi su ogni parola, un carattere meno scorrevole potrebbe risultare più leggibile. Ovviamente questo è un paradosso, ma pone un problema pratico non così scontato: come indurre il lettore a rallentare, senza sovraffaticarlo o annoiarlo?

Il testo continuo richiede particolare attenzione in quanto contiene grandi quantità di informazioni dettagliate che devono essere comprese. La leggibilità è legata alla velocità e alla facilità con cui il lettore può assimilare i dati stampati sulla pagina o sullo schermo; il fatto che le singole lettere siano leggibili non significa automaticamente che la lettura sia agevole. Colui che legge, infatti, non percepisce le parole come sequenze di lettere, bensì come gruppi di lettere e parole facilmente riconoscibili mentre l’occhio scorre il testo.

E’ oramai provato che l’occhio umano, in genere, nella lettura non si sofferma ad osservare l’intero corpo della lettera, ma afferra istintivamente solo i tratti caratteristici della forma stessa, quelli di solito collocati nella parte superiore delle lettere. Tutto ciò che contribuisce a spezzare o rallentare questo processo di scansione rende la lettura più difficile e stancante. Sono molti gli elementi che possono influire positivamente o negativamente sulla leggibilità:

SPAZIATURA Una spaziatura esagerata tra parole e tra lettere dello stesso vocabolo annienta la normale forma dei termini causando tensione all’occhio e al cervello. Ogni lettera ha una propria configurazione e per questo motivo, nella composizione dei testi, non è possibile stabilire uno spazio fisso fra ogni carattere, perché tra alcuni verrebbero ad esserci bianchi eccessivi e tra altri bianchi troppo esigui, circostanza che affaticherebbe la lettura. Nella spaziatura è quindi indispensabile che i bianchi siano proporzionati in maniera tale che il loro peso ottico sia omogeneo. Per ottenere tale risultato, le lettere si dovranno di volta in volta allontanare o avvicinare tra di loro.

CARATTERE Anche la forza relativa del carattere può influire sulla leggibilità: i pesi medi sono più semplici da leggere per via dell’equilibro visivo tra gli occhielli e le aste, mentre quelli estremi del carattere chiaro e grassetto sono più stancanti e difficili da leggere perché il contrasto tra le aste e gli occhielli causa distrazione. Normalmente, maggiore è l’area di bianco compresa all’interno delle lettere e migliore risulta la leggibilità. Test al tachistoscopio hanno infatti dimostrato che la leggibilità diventa inferiore quando aumentano le parti nere.

GIUSTEZZA Una giustezza (la larghezza di una colonna di testo) eccessiva, naturalmente, stanca l’occhio, mentre, al contrario, righe troppo brevi interrompono eccessivamente il ritmo della lettura. Testi con i margini esterni di bianco ridotti possono produrre un affaticamento visivo perché le righe estese fino alla fine del foglio tendono a far scivolare l’occhio nella pagina accanto. Come indicazione di massima per la giustezza, una riga media di agevole lettura conta dai 63 ai 65 caratteri (spazi inclusi).

ORDINI DI COMPOSIZIONE Anche gli ordini di composizione - giustificato, allineato a sinistra o a destra, centrato - influiscono sulla leggibilità. Durante la lettura di un testo, qualunque sia la sua lunghezza, l’occhio si sente generalmente a suo agio nel tornare a un margine sinistro diritto; tuttavia i testi molto brevi si possono leggere nella maggior parte degli ordini. La composizione giustificata (testo allineato su entrambi i lati) non è adatta a blocchi di testo molto brevi in cui si può generare una spaziatura sgradevole tra le parole.